Calano i fallimenti in Italia

L’Italia rialza la testa e dopo 3 anni in cui i fallimenti d’azienda sono stati in continua ascesa, gli ultimi dati riportati dal Cerved mostrano come il settore industriale abbia lentamente invertito la rotta con una leggera ma importante riduzione dei fallimenti d’azienda in Italia.

Dopo 30 mesi, ossia dal secondo trimestre del lontano 2012, i dati tornano a essere in negativo e lasciano ben sperare per una ripresa dell’economia tanto sospirata. Sebbene il numero sia elevato, nei primi 3 mesi del 2015 le aziende che hanno chiesto di avviare una procedura fallimentare in Italia sono state 3800, ossia il 2,8% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Un dato che non può essere casuale e che fa riflettere sulle reali possibilità per l’Italia di rialzare la testa e riprendere la sua corsa. Continua la lettura di Calano i fallimenti in Italia

New York: su i palazzi al posto delle Chiese

Quanto accade non riguarda solo N.York (U.S.A.), ma anche anche in altre metropoli a causa della speculazione edilizia che, per far posto a nuovi progetti, i luoghi di culto rischiano la demolizione per far spazio a condominiì (extra lusso). L’arcidiocesi di New York  a causa: dei costi sempre più alti, la mancanza di preti e il calo dei fedeli, ha annunciato la volontà di fondere alcune parrocchie e chiudere alcune Chiese entro il 2015, permettendo agli speculatori immobiliari di agire. Continua la lettura di New York: su i palazzi al posto delle Chiese

MUTUI: le surroghe corrono, ma le banche sono pigre ad erogare mutui

Mutui che non partono: Bene solo le surroghe”,”Arrivano i dati del terzo trimestre del 2014 sui mutui fanno emergere interessanti novità sotto molti punti di vista, gli stessi possono fan ben sperare in una ripresa del settore immobiliare e sull’erogazione dei mutui.

La prima buona notizia riguarda lo spread che, in caso di mutui rappresenta una percentuale fissata dalle banche  e sommata al tasso di interesse, variabile o fisso. Continua la lettura di MUTUI: le surroghe corrono, ma le banche sono pigre ad erogare mutui

100.000 Capannoni in vendita in Italia

Capannoni tantiE’ arrivato il momento per una seconda vita per i circa 100.000 capannoni in vendita in Italia: start up, incubatori, nuove imprese, depositi per e-commerce, riconversioni possono aiutare a sfruttare infrastrutture già esistenti sul territorio e rilanciare intere aree.Dopo la crisi economica che ha portato alla dismissione di numerosi capannoni, soprattutto nelle aree manifatturiere, è arrivato il momento della riconversione e delle nuove opportunità per tutti coloro che vogliono fare impresa.
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Tutto quello che c’è da sapere sulle aste immobiliari, modalità e richiesta mutuo

asta-immobiliareAnche per il 2014 aumentano, secondo l’ABI, le sofferenze bancarie e con esse il numero di esecuzioni immobiliari causate da insolvenza. Ma se i dati allarmanti mostrano un mercato immobiliare in crisi, sono in crescita le opportunità di investire nel mattone realizzando consistenti risparmi. Eppure spesso le aste immobiliari restano deserte, colpa della difficoltà di accedere al credito ma anche di una sfiducia nei confronti di un canale di vendita non convenzionale. Ecco alcuni consigli per poter partecipare ad un’asta immobiliare con le dovute cautele.
MUTUI AD HOC PER LE ASTE IMMOBILIARI
Al fine di favorire la partecipazione alle aste immobiliare, alcuni istituti di credito hanno stipulato convenzioni con i Tribunali con l’obiettivo di rendere più agevole l’accesso a mutui ipotecari. In particolare, in sede di pubblicazione dell’avviso di gara, verrà data indicazione della possibilità di accendere un mutuo presso un elenco di banche convenzionate. Sarà così possibile stipulare un contratto preliminare di mutuo che, in caso di mancata aggiudicazione, verrà annullato. Ultimamente infatti, si è sempre più diffusa la prassi di richiedere i mutui online come questo, particolarmente utili per disporre di una panoramica dettagliata di tutte le offerte presenti nel mercato e poter confrontare le condizioni migliori.

COME PARTECIPARE AD UN’ASTA
Per acquistare un immobile all’asta, primo passaggio fondamentale è quello di acquisire tutte le informazioni pubblicate nell’avviso di vendita che contiene l’ordinanza di vendita: descrizione dell’immobile, prezzo di base, termine di presentazione delle offerte, data e luogo dell’udienza. Estremamente utile, come consiglia Enzo Di Meo, esperto immobiliarista, è visionare la perizia tecnica disponibile presso la Cancelleria del Tribunale e, se possibile, visionare l’immobile, contattandone il custode giudiziario. Nell’ordinanza sarà, tra l’altro, specificato in che modo inoltrare l’offerta di acquisto: l’offerta andrà presentata in busta chiusa con contestuale versamento di una cauzione pari al 10% del valore dell’immobile (asta senza incanto) oppure in carta legale senza indicazione del prezzo ma con versamento della cauzione stabilita nell’avviso stesso (asta con incanto).

SVOLGIMENTO DELLE ASTE IMMOBILIARI
Lo svolgimento di un’asta può avvenire con modalità con o senza incanto. Nell’asta senza incanto le offerte vengono presentate in busta chiusa: nel caso in cui ci sia un solo offerente, l’immobile viene immediatamente aggiudicato, altrimenti si procede ad una gara con l’incanto in cui gli offerenti propongono dei rilanci successivi.
Nel caso di asta senza incanto, l’aggiudicazione è sempre definitiva mentre nell’asta con incanto l’aggiudicazione è provvisoria: se durante i 10 giorni successivi all’udienza venisse presentata una nuova offerta superiore di 1/5 dell’offerta aggiudicataria verrebbe indetta una nuova gara.
In seguito all’aggiudicazione il giudice provvederà ad emettere il decreto di trasferimento, con cui la proprietà dell’immobile viene trasferita. Entro 60 giorni dalla data di aggiudicazione, il vincitore dell’asta dovrà versare il prezzo pattuito, al netto della cauzione già versata.

Agenzia Immobiliare: Clausole Vessatorie STOP

 

clausola contrattoI contratti proposti dalle agenzie immobiliari ai loro clienti subiranno ben presto notevoli modifiche. L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCOM) ha individuato al loro interno numerose clausole giudicate vessatorie. Ad essere oggetto del provvedimento vi sono realtà di prim’ordine del Real Estate italiano quali: Gabetti, Prelios Frimm, Re/Max, Building Case.

La procedura dell’Antitrust ha preso vita a partire dalle segnalazioni ricevute da numerose associazioni di consumatori che da tempo hanno cercato di porre l’accento su alcune clausole presenti all’interno dei contratti in questione, ritenute notevolmente sbilanciate a favore delle agenzie immobiliari. Nel dettaglio l’Autorità ha individuato i seguenti punti critici:

– Diritto di esclusiva: la clausola era spesso inserita in maniera poco leggibile e soprattutto non chiara. Il contraente, senza rendersene conto, limitava la possibilità di vendere il proprio immobile in maniera indipendente dall’agenzia che di fatto diveniva l’unico soggetto attraverso il quale poteva avvenire la vendita.

– Tacito rinnovo: questa clausola è stata ritenuta vessatoria in quanto il legislatore ha predisposto che nessun incarico del genere può essere concesso a tempo illimitato. Deve necessariamente essere prevista una scadenza, al termine della quale il cliente può decidere se riconfermare il mandato all’agenzia oppure affidarsi ad un altro soggetto.

– Penale per violazione dell’esclusività: nel caso il cliente fosse riuscito a vendere il proprio immobile per conto proprio, dunque contravvenendo alla clausola di esclusività, il contratto prevedeva una penale pari o prossima all’intera provvigione.

Nel provvedimento dell’AGCOM si legge esplicitamente: ”il consumatore si trova in una situazione di inferiorità rispetto al professionista per quanto riguarda, sia il potere nelle trattative che il livello di informazione, situazione questa che lo induce ad aderire alle condizioni predisposte senza poter incidere sul contenuto delle stesse”. In termini meno burocratici, è stato accertato che questa tipologia di contratti ponevano il consumatore in una posizione nettamente sfavorevole rispetto all’agenzia che si arrogava diritti e pretese ben oltre il consentito dalla legge.

L’Antitrust ha altresì obbligato tutte le imprese coinvolte dal provvedimento, oltre a modificare la modulistica coinvolta, a pubblicare sulla homepage dei rispettivi siti web il precedente provvedimento di cui sono state oggetto. La pubblicazione dovrà avvenire per venti giorni consecutivi dalla data di emanazione del provvedimento stesso facendo attenzione a dare un’adeguata evidenza grafica all’avviso. Nel caso le agenzie si rifiutassero di eseguire tale disposizione si vedrebbero rifilare una multa del valore di 50.000 euro.

Inutile dire che l’intervento dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato è stato salutato dalle associazioni di categoria come un’importante conquista di civiltà e di giustizia. Dopo anni di segnalazioni e di lotte finalmente sono riuscite a vedere confermati dalla legge l’irregolarità e la vessatorietà di clausole più volte denunciate agli occhi dell’opinione pubblica e delle autorità competenti in materia.

Andrea Fantini per Immobilimpresa.  (c) copyright riproduzione riservata

Finanziare gli acquisti in asta

astaIl settore immobiliare è ancora in piena crisi come del resto molti altri segmenti dell’economia attuale; le compravendite sono estremamente sporadiche e, analizzando le statistiche gli affari conclusi, risultano essere di gran lunga inferiori rispetto a tempi definiti normali, quelli precedenti alla contemporanea crisi economica e sociale che ci attanaglia. Questa è la situazione attuale, evidenziata e testimoniata anche dalla mancata presenza di operatori del settore, o privati, alle aste giudiziarie, dove normalmente si fanno buoni, e in alcuni casi, ottimi affari considerando inoltre che un immobile cala di prezzo del 10% ad ogni asta convocata e dichiarato invenduto. Le prime aste vanno quasi sempre deserte fino ad un ribasso di circa il 50% rispetto al valore di mercato, poi si presenta qualcuno più che altro per vedere cosa succede e non con la ferma intenzione di acquistare davvero l’immobile.

I numeri sono allarmanti: l’ottanta per cento delle aste oggigiorno risultano andare deserte, i pochi affari che si concludono sono molto penalizzanti sia per il proprietario dell’immobile sia per il creditore che vedono ridursi le cifre potenzialmente esigibili. A complicare le cose ci si mette anche l’iter da seguire per la partecipazione alle aste: cauzioni, calendari rigidi delle udienze, rilanci, ecc. Nonostante sia stato semplificato dalle recenti decisioni dei tribunali fallimentari, l’accesso alle aste risulta essere ancora complesso e molti possibili partecipanti rinunciano in partenza.

In più c’è da considerare la chiusura quasi totale delle banche in fatto di erogazione di mutui per l’acquisto degli immobili, anche i residenziali, sia all’asta sia attraverso una normale e tradizionale trattativa d’affari.

Posto questo scenario piuttosto grigio alla base, si apre uno spiraglio in favore dei cittadini interessati alla partecipazione alle aste per l’acquisto di immobili, si chiama Mutuo in Asta ed è un’iniziativa proposta dal gruppo Unicredit banca. Si tratta del primo prodotto finanziario dedicato a coloro che, recandosi all’asta, si aggiudicano l’immobile. Con questo prodotto si pensa che le presenze e la partecipazione alle aste immobiliari cresca pian piano e la vendita avvenga prima, a prezzi ancora accettabili rispetto al valore di mercato dell’immobile oggetto dell’incanto.

Il prodotto è dedicato agli immobili residenziali, settore ricco di opportunità e capace di produrre e creare buoni affari con tempi di approvazione ridotti al minimo. Tra i vantaggi anche quello di avere presso le filiali della banca consulenti preparati che aiutino i partecipanti a superare la diffidenza nei confronti dell’opportunità di partecipare alle aste e una certa sensazione di impenetrabilità di partecipazione, come se ci fosse una sorta di cartello che domina, che controlli in qualche modo le operazioni, idea che hanno molti cittadini italiani nei confronti delle aste giudiziarie.

Mutuo in Asta sarà disponibile presso quei tribunali che decideranno di attivarsi in collaborazione con l’ABI, l’associazione delle banche italiane.

Un primo tentativo in questa direzione l’aveva già a suo tempo messo in atto l’ABI stessa ma con scarsissimi se non nulli risultati, adesso ci riprova l’Unicredit, grande e primario gruppo bancario che insieme al prodotto finanziario offrirà anche altri servizi correlati come “”vivacizziamo le aste”” e “”ti accompagno all’asta””; costante informativa dedicata a coloro che, interessati, vogliono partecipare agli incanti. Inoltre la banca seguirà il cliente sia prima dell’incanto sia dopo, per tutte le procedure da seguire per il rispetto delle regole attualmente in vigore.

Effettivamente controllando i siti dei tribunali possiamo renderci conto dei buoni affari che periodicamente si presentano e le molte occasioni di partecipazione ad un’asta per comprare un immobile che magari sul mercato vale prudentemente 200.000 euro e pagarlo 80-90 mila aggiudicandoselo è un indiscusso affare, da concludere a nostro favore, crisi o non crisi.”

Andrea Fantini per Immobilimpresa   (c)   Riproduzione Riservata

la nostra Mission: mettere in contatto velocemente acquirente e venditore

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Cosa facciamo

La nostra MISSION è mettere in contatto acquirente e venditore;   per soddisfare le esigenze dei nostri clienti utilizziamo  i nostri motori di ricerca immobiliari e la nostra esperienza, per trovare acquirenti selezionati e in tempi brevi forniamo servizi su misura.

Troviamo acquirenti di immobili per diversi clienti,  che sostanzialmente si dividono in 2 tipologie di gruppo:

Offerte dirette

Agenzie immobiliari

Nel gruppo delle “offerte dirette” annoveriamo i proprietari e i costruttori perchè entrambi offrono senza intermediazione, l’acquirente tratta direttamente con l’offerente; nel secondo gruppo abbiamo gli “agenti immobiliari” , professionisti dell’intermediazione  che mettono in opera la loro conoscenza a servizio dell’ acquirente e del venditore e come remunerazione chiedono il pagamento di una provvigione.

Per soddisfare i clienti contiamo sulla nostra banca dati, formato da oltre 65mila richieste immobiliari in continuo aggiornamento, non intermediate, provenienti da utenti finali, che puoi vedere qui immobilimpresa.net/cercasi